Enogastronomia italiana meta di viaggi

18/03/2008 - - di: buongustaio

"Enogastronomia Italiana meta di viaggi" e' il titolo di un convegno recentemente organizzato dal Touring Club Italiano.
Fulcro della tavola rotonda, il ruolo del territorio e della cultura gastronomica ed agroalimentare italiana ai fini turistici. Prendendo spunto dalla profonda trasformazione che vive la ristorazione, messa a confronto con nuove esigenze - anche culturali - dei consumatori, e spesso distante dagli antichi riti conviviali, i relatori si sono interrogati sul ruolo che i ristoranti devono ricoprire, garantendo accoglienza, sicurezza, genuinita' e cultura delle matrici enogastronomiche, ma anche sui problemi e le esigenze organizzative e di comunicazione di cui la ristorazione italiana di qualita' ha bisogno, sia in Italia e, ancor piu', al di fuori dei confini del Paese, per distinguersi da imitazioni e falsificazioni e segnalarsi come una risorsa importante del nostro territorio.

Nel dibattito, condotto da Marco Lion, presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, si sono confrontati Luca Pompili dell'associazione di ristoratori Le Soste, Massimo Bigiali dell'O.R.P.I., Tommaso Arrigoni dell'Associazione Jeunes Restaurateurs d'Europe sezione Italia, il presidente dell'Unione Ristoranti Buon Ricordo, Ovidio Mugnai, lo chef e socio del Buon Ricordo Paolo Teverini, il rappresentante della METRO, Luca Picciarelli, il direttore generale catering di MSC Crociere, Enrico Borniotto e i giornalisti Paolo Massobrio e Carlo Cambi.

Vari i punti di vista emersi. Tra gli interventi pero' emerge un interessante filo conduttore che riconduce il Made in Italy al rispetto delle tradizioni e all'alta qualita', che significa rigore nell'utilizzo degli ingredienti doc: ne emerge una questione filosofica, etica, della cucina; la salvaguardia delle tradizioni della coltura e cultura locale, non passibili di fluttuazioni da parte della moda, come le opere d'arte immortali. Per questa ragione la cucina italiana di qualita' non e' neanche standardizzabile, ne' ha senso importare all'estero un modello privo di "origine".
C'e' una cucina artistica ed una spettacolare, innovativa, stupefacente; ma sembra che l'appellativo di "artistica" si adatti meno a quella spettacolare e sia maggiormente consono a quella classica. Apparentemente sembra un paradosso, ma la considerazione e' che artistica e' la cucina tradizionale perche' viene dall'arte, quindi dalla tradizione delle tecniche; e' frutto della tradizione del gusto, degli ingredienti, dei sapori e dei profumi, che a loro volta sono espressione della terra e della tradizione di un luogo e solo di quello.
E' la cucina classica che sinora ha portato al fama della gastronomia italiana nel mondo e che dunque puo' dirsi per questo anche "turistica"; turistica perche' l'enogastronomia e' considerata da molti una motivazione di viaggio piuttosto forte e sono tante le persone disposte a viaggiare per gustare piatti tipici sapori famosi, anche raggiungendo localita' che paesaggisticamente non hanno molto da offrire.


Da MasterViaggi


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